lunedì 15 marzo 2021

QUINQUE SENSUS

 

QUINQUE SENSUS



Visus, us: oculus, i

Auditus,us: auris,is

Odoratus,us: nasus, i; nares, ium

Gustatus, us: lingua, ae; os, oris

Tactus, us: manus, us; digitus,i; corpus totum

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Sensus, interpretes ac nuntios  vitae, in capite tamquam in arce, natura collocavit.

Visus in oculis est. Oculi tamquam speculatores ac vigiliae altum capitis locum tenent, unde omnia videre possunt.

Aures quoque recte natura in altis corporis partibus collocavit: sonitus enim alta petunt. Auditus in senibus non est tam validus quam in iuvenibus.

Itemque nares recte sursum sunt: odores enim ad superas partes tendunt; non sine causa, praeterea, ori nasus vicinus est. Narium opera cibos potionesque iudicare possumus. Odoratus gustatum adiuvat in ciborum optimorum  optione.

Tactus autem toto corpore aequabiliter diffusus est, itaque omnes ictus et omnes frigoris ac caloris adpulsus percipere possumus. Manus et digiti praesertim, cum aliquid tangunt, multas cognitiones ad cerebrum nostrum mittunt.

 

 

lunedì 15 febbraio 2021

Le specie arboree nel parco di Villa Amalia

Un grazie speciale a Giuliana Rigamonti



IL PARCO DI VILLA AMALIA
SCHEDE – SPECIE ARBOREE O ARBUSTIVE
OGGETTO DEL PERCORSO VISITA

NOME SCIENTIFICO: HYDRANGEA MACROPHYLLA
NOME COMUNE: ORTENSIA
DOVE:sul viale d’accesso alla scuola, interno al cancello
CARATTERISTICHE:
FOTO:



NOME SCIENTIFICO: CAMELLIA
NOME COMUNE: CAMELIA
DOVE: nel viale d’acceso al cortile del pozzo
CARATTERISTICHE: Camellia L., un genere di piante della famiglia delle Theaceae (pianta del te’) originario dell'Asia. Il nome  deriva dal nome del missionario  Kamel (1661-1706), farmacista e botanico, che per primo importò la pianta dal Giappone. Il genere Camelia comprende piante a portamento arbustivo o ad alberello, sempreverdi, alte in natura fino a 15 m. Le foglie sono di colore verde più o meno scuro secondo la specie, lucide e dure, lanceolata. I fiori sono semplici o doppi di colore bianco, roseo o rosso, privi di profumo o molto profumati; sono piante adatte ai climi temperati e umidi. La specie più coltivata come pianta ornamentale nei giardini, parchi e viali, è la C. japonica L., originaria della Corea e del Giappone, arbusto che raggiunge alcuni metri di altezza, fioritura primaverile

  


NOME SCIENTIFICO: OSMANTHUS
NOME COMUNE: OSMANTO O OLEA FRAGRANS

CARATTERISTICHE: proveniente dal Giappone all’inizio dell’800. Crescita lenta, fioritura autunnale, piccoli fiori bianchi profumatissimi (tipo arancio). Posizionata vicino ai locali di soggiorno, e quindi in genere lungo i muri e nei cortili interni, serviva per poter assaporare durante l’ autunno e l’inverno i profumi tipicamente primaverili,
foglie diverse per forma e grandezza in base all’età!!!
FOTO: i tre osmantus nel cortile del pozzo
  


NOME SCIENTIFICO: MAGNOLIA GRANDIFLORA
NOME COMUNE: MAGNOLIA
DOVE: ingresso 2 esemplari – davanti cancello viale pozzo, 1 esemplare – presso cancello uscita
CARATTERISTICHE: foglie sempreverdi, coriacee (rigide), appuntite e lunghe circa 20 cm. Fiore bianco molto grande e profumato, da maggio ad agosto, che dura due giorni. Nel parco esistono specie con foglie e fiori leggermente diverse (solo nel portamento: es. più o meno “accartocciate” sul margine, fiori bene eretti oppure leggermente penduli ecc), ovvero esistono sottospecie (si chiamano “cultivar”) che sono state prodotte da incroci ed “esperimenti” botanici.
origine: ASIA, IN EUROPA sono presenze antiche, da prima delle glaciazioni, poi si sono estinte e sono state reimportate nel 1700 dall’America settentrionale. altro: uno dei tre esemplari sul lato ingresso versa in pessime condizioni di salute, malattia non ancora diagnosticata, ma sicuramente dovuto alla siccità estiva dell’anno 2015.
FOTO:     



LE SPECIE SEMPREVERDI NEL PARCO
(ovvero le conifere=
 portatrici di coni, cioè i frutti: sono quelle comunemente chiamate Pigne)- le foglie vengono chiamate AGHI.

sono distribuite in modo omogeneo in due punti (ovvero lungo il viale di ingresso, oppure in fondo lungo il muro di recinzione- dove non ci recheremo!),
e in modo disomogeneo invece nel BOSCO  che si espande verso Nord, in quanto in questa zona sono cresciute spontaneamente.

In V.A. possiamo trovare:

      CEDRO DEL LIBANO, CEDRO DEODARA (vedi), CEDRO ATLANTICA; si riconoscono di ago, ovvero corto, lungo, argenteo o brillante, riunito SEMPRE e comunque in piccoli “CIUFFI” disposti lungo il ramo.
Alcuni esemplari morti, o abbattuti da fulmini e vento –  anche abbastanza recentemente, negli ultimi dieci anni
Si ricorda che Pini Abeti e Cedri sono TRE SPECIE DIVERSE! La differenza più evidente sta nel tipo di AGHI, cioè come sono INSERITI SUL RAMO, se a ciuffi o singoli, per es.
      TASSI (vedi)
      ABETI ROSSI (lungo il muro di cinta, verso ovest –Como)
      CIPRESSI (gli attuali non originali, molto recenti!)
      SEQUOIE (c’erano alcuni esemplari, caduti o morti)
      CEFALOTASSO (vedi)

NEL PERCORSO ci soffermeremo solo sui seguenti:

NOME SCIENTIFICO: CEDRUS DEODARA
NOME COMUNE: Cedro Deodara o cedro dell’Himalaya

DOVE: ci fermiamo al maestoso cedro deodara che si trova vicino al cancello,
CARATTERISTICHE: è stato chiamato CEDRO CANDELABRO per il portamento dei rami; è molto antico, stessa età della villa, circa 200 anni quindi. Aghi VERDI BRILLANTI A CIUFFI, pochi cm. CONI (“pigne”) eretti grandi e tondeggianti.
FOTO:

NOME SCIENTIFICO: CEPHALOTAXUS
NOME COMUNE: CEFALOTASSO O TASSO DEL GIAPPONE

DOVE: di fianco al GIARDINO D’INVERNO (VEDI) – UNO SOLO.
CARATTERISTICHE:
specie molto particolare in quanto non molto comune in Italia e di origine molto ARCAICA (ANTICA). Proviene dalla Cina. Molto raro in Italia.
ASSOMIGLIA AL TASSO (vedi, prima), ma le foglie sono più lunghe e morbide, i frutti sono piccole bacche ma non rosse come nel tasso, bensì più scure.
FOTO:

NOME SCIENTIFICO: TAXUS BACATA
NOME COMUNE: TASSO
DOVE: praticamente ovunque nel parco, la specie più presente poiché si è moltiplicata spontaneamente. Ci soffermiamo su quelli lungo il viale d’ingresso, ma in realtà li incontreremo ovunque, in particolare vicino al “cefalotasso” a fianco del giardino d’inverno.
CARATTERISTICHE: aspetto “PIRAMIDALE” (lungo affusolato), aghi verdi scuri piatti duri inseriti singolarmente sul rametto. DA NON CONFONDERE con l’abete! Lì gli aghi sono più stretti più duri e soprattutto tondeggianti,e non piatti.
L’aspetto più caratteristico sono i Frutti, ovvero BACCHE rosse, con all’interno un singolo seme scuro. I frutti in realtà sono FALSI FRUTTI e si chiamano  ARILLI- La pianta è tutta Velenosa, tranne la polpa rossa dei frutti (anche se comunemente si pensa il contrario…)
FOTO:  
NOME SCIENTIFICO: OSTRYA CARPINIFOLIA
NOME COMUNE: CARPINO NERO
DOVE: zona nord, verso la fattoria rustica
CARATTERISTICHE: (in autunno la chioma è giallo oro a causa dei colori dei frutti numerosi), le foglie lunghe 5 6 cm hanno forma regolare “a lancia” con bordo frastagliato, i frutti sono riuniti in grappoli e possiedono tipiche “ali”. La corteccia del tronco è di colore grigio-marrone. Si tratta di un specie comune dei nostri boschi prealpini.

FOTO:          fofoglia
Foglia e frutto

NOME SCIENTIFICO: FAGUS SYLVATICA
NOME COMUNE: FAGGIO SELVATICO
DOVE: in gruppi di tre, riuniti davanti al giardino d’inverno, di cui due sono morti recentemente (uno è ancora da abbattere). La malattia è dovuta ad un insetto ed è molto diffusa nel nord Italia, si tratta di una specie molto diffusa nei nostri boschi, dai 600 metri di altitudine
CARATTERISTICHE: foglia simile a quella del carpino ma più morbida e lucida, i frutti sono chiamate FAGGIOLE (CON DUE G) e sono cibo preferito per i cinghiali….
FOTO:  






LE SPECIE INFESTANTI (ERBACEE ED ARBUSTIVE) PRINCIPALI:
 il sottobosco del parco di VA, con le infestanti

NOME SCIENTIFICO: PHYTOLACCA AMERICANA
NOME COMUNE: FITOLACCA


SPECIE ERBACEA delle regioni tropicali. SI riproduce velocemente tramite le bacche viola. E’ arrivato in Lombardia circa 30 anni fa e ha sostituito velocemente le specie tipiche del sottobosco. Il nome generico deriva dal greco phyton (pianta) e dalla radice araba lakk (lacca), cioè lacca vegetale per il colore del frutto maturo che, se spremuto, secerne un succo viola scuro che macchia intensamente. L’unico modo per ESTIRPARLA sta nell’eliminare le bacche prima che finiscano a terra… si trova nella zona nord del parco e la sua diffusione è in rapida ascesa…



NOME SCIENTIFICO: AUCUBA  JAPONICA
NOME COMUNE: AUCUBA o Eucuba
DOVE: praticamente ovunque, laddove non è stata estirpata, in particolare nella zona nord verso la fattoria rustica
CARATTERISTICHE: nasce come classico arbusto che veniva piantumato come bordura per i viali, LA FOGLIA è allungata e ha caratteristiche macchie gialle. E’ una specie ormai non più utilizzata e non in commercio, Si riproduce velocemente tramite le bacche viola che compaiono in autunno.
 




NOME SCIENTIFICO: TRACHYCARPUS
NOME COMUNE: Palma o palma giapponese
DOVE: praticamente ovunque nel parco. A gruppi di tre quelle più antiche (quelli visibili a lato delle magnolie non hanno comunque più di  70 80 anni). Ce n’erano parecchie nel cortile del pozzo e sono state estirpate recentemente durante i lavori di ristrutturazione tre anni fa (sala Pontiggia)
CARATTERISTICHE: Le foglie sono a ventaglio, composte da numerosi segmenti saldati dalla base a circa metà foglia, sono portate in cima al fusto e sono larghe fino ad un metro
è originaria delle montagne della Cina - Da molti secoli è coltivata sia in Cina che in Giappone per ricavarne fibre tessili con cui produrre corde
È la palma più resistente alle basse temperature e per questo viene utilizzata nelle zone dove le altre non crescerebbero, persino in zone riparate Le piante adulte sopportano bene anche i meno 15 ° C, ed è per questo molto diffusa al Nord Italia.

IL PARCO E’ POPOLATO DA SPECIE ANIMALI COMUNI NEI NOSTRI BOSCHI.

Sono stati avvistati in tempi recenti 
VOLPE  FAINA CAPRIOLO
Ovviamente vivono nella zona più a nord, nel fitto sottobosco, ed escono solo in orari serali o notturni


LE SIEPI DI BOSSO

In dialetto chiamato MARTELLINA –

NOME SCIENTIFICO BUXUS SEMPERVIRES
NOME COMUNE . BOSSO
Classica siepe da giardino utilizzata ancora oggi come bordo ai viali

ATTACCATA DUE ANNI FA DA UN PARASSITA, una farfalla notturna che deposita le proprie uova in nidi che assomigliano ad un groviglio di ragnatele. I Bruchi  che si dischiudono sono verde brillante con macchie nere e se non vengono uccisi NELL’ARCO DI MAX 2 O 3 giorni LETTERALMENTE divorano l’intera siepe.
La pianta rimane quindi senza foglie e soprattutto senza germogli, quindi non può crescere, e in breve tempo può seccare, perché senza foglie non c’è più la fotosintesi- L’unico modo per tentare di farla sopravvivere è fare un drastico taglio alla base, sperando che con l’anno successivo possano spuntare nuove foglie.
Ciò è parzialmente avvenuto nella piccola siepe davanti al portico, i risultati sono deludenti.
Per evitare la morte e soprattutto per evitare l’attacco del parassita, si possono fare trattamenti con prodotti chimici specifici che uccidono appunto le larve. Questo deve essere fatto però nel momento giusto cioè uno o due giorni prima che le larve escano dalle uova,
nel 2015 l’epidemia, già conosciuta in Lombardia da qualche anno, si è spostata nella zona di Erba.
In realtà le siepi di bosso di villa Amalia erano sopravvissute quasi completamente ad un primo attacco di parassiti, è stato fatto fatto un trattamento antiparassitario da parte dei giardinieri, probabilmente nel periodo sbagliato, tanto che ad un successivo attacco la siepe è stata completamente divorata, ed essendo comunque abbastanza antica, ad una successiva analisi si è ritenuto opportuno non procedere al taglio completo alla base, perché comunque non avrebbe avuto possibilità di ricrescita.   









                                                                  IL PARCO DI

VILLA  AMALIA